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Cosa può insegnarci l’antica cultura termale nella progettazione degli spazi wellness di oggi
Abbiamo davvero inventato qualcosa di nuovo quando parliamo di wellness journey?
Probabilmente no. Già nell’antica Roma il benessere non era pensato come la semplice presenza di una vasca o di un ambiente caldo. Le terme erano luoghi articolati, costruiti attraverso acqua, temperature, passaggi e tempi di permanenza differenti.
Ambienti come tepidarium, calidarium e frigidarium accompagnavano la persona attraverso sensazioni diverse. Il calore preparava il corpo, l’acqua interveniva con temperature differenti, gli spazi favorivano la sosta e il recupero.
In altre parole, prima ancora che esistesse il termine SPA, esisteva già il concetto di percorso di benessere.
Non una somma di ambienti, ma una sequenza
Questa è forse la lezione più interessante che possiamo recuperare oggi. Quando progettiamo una SPA contemporanea rischiamo infatti di ragionare per elementi: sauna, bagno turco, doccia emozionale, minipiscina, area relax.
Ma possedere tutti questi elementi non significa necessariamente aver progettato una buona esperienza wellness.
La domanda dovrebbe essere un’altra: in quale ordine l’ospite li incontrerà e cosa proverà passando da uno spazio al successivo?
È proprio qui che il pensiero antico torna sorprendentemente contemporaneo. Il valore non risiede soltanto nel singolo ambiente, ma nella relazione tra gli ambienti.
Caldo e fresco.
Acqua e riposo.
Luce e penombra.
Stimolo e silenzio.
È questa alternanza a costruire l’esperienza.
La lezione per le piccole SPA
Il principio diventa ancora più importante quando lavoriamo con boutique hotel, relais, masserie e strutture nelle quali lo spazio disponibile è limitato. Una SPA di dimensioni contenute non deve necessariamente avere molti servizi.
Deve avere un percorso chiaro. Una sauna può dialogare con una doccia fresca e terminare in una zona relax affacciata sul paesaggio. Un hammam può essere seguito da una doccia emozionale, da un momento di immersione e infine dal riposo. Una piccola piscina può diventare il punto di connessione tra interno ed esterno. Pochi elementi, se progettati nella giusta successione, possono creare un’esperienza molto più intensa di una grande SPA composta semplicemente da molte attrezzature.
Perché ogni elemento deve avere una funzione all’interno di un racconto più ampio.
Ed è forse questa la più grande eredità che possiamo raccogliere dalle antiche terme.
Duemila anni sono trascorsi, le tecnologie sono cambiate e l’architettura del benessere si è evoluta.
Ma un principio è rimasto sorprendentemente attuale:
il benessere non si progetta aggiungendo elementi. Si progetta costruendo relazioni tra gli elementi.
Ed è proprio da queste relazioni che nasce un’esperienza capace di essere ricordata.
Nadira Benessere
Sostenitori e costruttori di benessere.
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